Sono 45 giorni circa che non si lavora, escludendo dicembre in cui si è lavoricchiato perché la situazione era ancora poco chiara.
Poi il Ministro Prestigiacomo ha deciso, il 28 dicembre, che lo shopper di plastica inquinava, che era il male assoluto per l’ambiente, che le tartarughe non potevano continuare a soffocare.
Bene, io da 45 giorni cerco un motivo valido per tutto questo astio nei confronti di qualcosa che a livello europeo è perfettamente legale e che ci ha fatto mettere sotto infrazione dalla Commissione Europea.
Ho trovato un paio di articoli interessanti e sono tornata bambina, quando il calcolo più semplice era capire che 1+1=2
Premesse sono necessarie affinchè possiate capire, senza paraocchi, quello che sto per scrivere.
1) NOVAMONT: Società per Azioni fondata nel 1990 dal gruppo Montedison, dal quale era controllata. Nel 1996 è stata acquisita dalla Banca Commerciale Italiana S.p.A. e dalla Investitori Associati S.A. ( http://wapedia.mobi/it/Novamont )
Come saprete la Banca Commerciale Italiana ora è BANCA INTESA. Andiamo avanti
2) 18 gennaio 2011 (ovvero 20 giorni dallo STOP allo shopper) http://www.centronline.it/contterninews/9799-eni-prende-una-quota-di-novamont-il-colosso-controllato-dal-tesoro-entra-nella-vertenza-del-polo.html
Eni entra in Novamont. D’ora in poi anche la compagnia “del cane a sei zampe” avrà un piede nella vertenza del polo chimico. Eni vuol dire “lo Stato”, visto che il 30 per cento della società fondata mezzo secolo fa da Enrico Mattei oggi è ancora in mano al Ministero del Tesoro.
Ci siete? Questo POTREBBE bastare, ma io voglio darvi di più, perché ve lo meritate, perché dovete sapere in quanti stanno rischiando tutto per il tornaconto dei soliti noti
3) Con un passo indietro andiamo al giorno prima dello pseudo bando 29 Dicembre 2010 e un’inchiesta che coinvolge proprio il nostro Ministro dell’Ambiente (http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/stefania-prestigiacomo-inchiesta-sui-conflitti-dinteresse-del-ministro ) [anche se vi consiglio ATTENTAMENTE la lettura di tutto l’articolo, per quanto MI riguarda ho interesse solo in queste due parti]
Testualmente riporto:
“Stefania Prestigiacomo, prima che essere politica, è innanzitutto imprenditrice italiana. E questo non è affatto secondario: sulla figura del Ministro, infatti, passano decine e decine di conflitti di interesse” e ancora “i Prestigiacomo hanno intrapreso strade preferenziali per giungere ad affari con grandi gruppi industriali, come Eni , Agip, Erg, Esso, Edison. E i guadagni sono arrivati innanzitutto dal petrolio.”
4) Novamont ed Eni hanno stretto un accordo, a fine gennaio, per la creazione del nuovo Polo Verde a Porto Torres, proprio dove si è avuto il disastro ambientale del quale non ha parlato quasi nessuno. Il tutto prevede circa 1 miliardo di euro di investimenti iniziali: 400 milioni per le bonifiche industriali e il restante per l’inizio dei lavori. Non sconvolge che abbiano fretta vero? Il tutto deve essere iniziato ENTRO la FINE DI FEBBRAIO. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/porto-torres-inizia-a-ottobre-la-rivoluzione-verde-di-eni-e-novamont/3274739
Bene amici. Ora mi si dica che lo stop ad un solo prodotto, ripeto, LEGALE in tutto il mondo (nonostante la falsa informazione che viene spacciata dai media) è stato fatto per motivazioni ecologiste, ambientaliste e di protezione dell’ambiente.
Anzi, sono sicuramente stati eliminati per la protezione dell’ambiente, ma del Ministro dell’Ambiente, non dell’ambiente in cui viviamo.
Intanto i Ministeri continuano a tacere
Noi siamo in CIG, così come altre grandi aziende (http://www.sulatesta.it/stampa/rassegna-stampa/4327-cristian-pack-a-rischio-46-lavoratori.html ) e i commenti sono i più disparati (e disperati) anche su molte questioni collegate ai “bio”sacchetti: dal loro smaltimento lì dove non c’è raccolta differenziata, alla tassa da pagare per il CoNaI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Già, perché dovete sapere che i produttori devono versare un contributo (ma è una tassa, come il Canone Rai) sulle quantità prodotte di vari materiali (Legno, Alluminio, Carta, Plastica, Vetro). Per la plastica il contributo COREPLA è pari a 160€/ton, ovvero 0,16€/kg. (http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=105337 leggete i commenti)
Penso di avervi annoiato abbastanza, ma forse vi è anche più chiaro dove vogliono arrivare i potenti.
Stanno creando 700 posti di lavoro in Sardegna, ma a costo di 5000 in tutta Italia. Direi che le cose sono, come sempre, proporzionate..
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