martedì 1 marzo 2011

La dieta dello Stress

martedì, 1 marzo 2011 alle 21:35

Da fine dicembre ad oggi ho perso 3 kg :)

Figo!!!! :)

A saperlo mi facevo venire gastrite e somatizzazione a livello gastrico dello stress molto prima :)

Ora la propongo a qualche giornale la mia specialissima dieta!
Lunedì: Parlare con i creditori
Martedì: Parlare con i debitori
Mercoledì: Pagare le tasse
Giovedì: Raccattare un po' di materia prima per quel po' di lavoro che c'è
Venerdì: Parlare con avvocati e commercialisti
Sabato: Stare in casa con i propri genitori
Domenica: Pensare che in 24h ricomincia un'altra settimana.

:) :) :)

E pensare che sono a dieta dalla 5a elementare senza molti risultati :)

mercoledì 16 febbraio 2011

Tutte in compagnia

mercoledì, 16 febbraio 2011 alle 09:16

Si dice che le sfighe non vengano mai da sole (NdCiotto: ma le fighe sì :) ok, battutaccia mattutina :) )
e allora non ci facciamo mancare nulla.

Da oggi e per la prossima settimana sono sola al lavoro perchè il papà-boss domani verrà operato per un adenoma che si è formato sulla mandibola e che preme pericolosamente sul nervo facciale.
Nulla di grave, ha già fatto le biopsie e non è maligno, solo che deve toglierlo perchè cresce e preme sul nervo. Questo potrebbe provocare una compressione tale da portare ad una semiparesi quindi...VIA, si toglie!

La "fortuna" è che non c'è lavoro, quindi potrà prendere questi giorni di vacanza (e ne ha davvero bisogno) senza doversi preoccupare di dover fare consegne o produzioni. Sì, lo so, non è una fortuna, ma se non ci fosse stato questo periodo di stop del lavoro non si sarebbe mai operato, ormai lo conosco :)

Quindi babbo, in bocca al lupo..qui ci sono io! :)

domenica 13 febbraio 2011

La matematica applicata all'Ambiente

Domenica 13 febbraio 2011 alle 19.18

Sono 45 giorni circa che non si lavora, escludendo dicembre in cui si è lavoricchiato perché la situazione era ancora poco chiara.

Poi il Ministro Prestigiacomo ha deciso, il 28 dicembre, che lo shopper di plastica inquinava, che era il male assoluto per l’ambiente, che le tartarughe non potevano continuare a soffocare.

Bene, io da 45 giorni cerco un motivo valido per tutto questo astio nei confronti di qualcosa che a livello europeo è perfettamente legale e che ci ha fatto mettere sotto infrazione dalla Commissione Europea.

Ho trovato un paio di articoli interessanti e sono tornata bambina, quando il calcolo più semplice era capire che 1+1=2

Premesse sono necessarie affinchè possiate capire, senza paraocchi, quello che sto per scrivere.

1) NOVAMONT: Società per Azioni fondata nel 1990 dal gruppo Montedison, dal quale era controllata. Nel 1996 è stata acquisita dalla Banca Commerciale Italiana S.p.A. e dalla Investitori Associati S.A. ( http://wapedia.mobi/it/Novamont )

Come saprete la Banca Commerciale Italiana ora è BANCA INTESA. Andiamo avanti

2) 18 gennaio 2011 (ovvero 20 giorni dallo STOP allo shopper) http://www.centronline.it/contterninews/9799-eni-prende-una-quota-di-novamont-il-colosso-controllato-dal-tesoro-entra-nella-vertenza-del-polo.html

Eni entra in Novamont. D’ora in poi anche la compagnia “del cane a sei zampe” avrà un piede nella vertenza del polo chimico. Eni vuol dire “lo Stato”, visto che il 30 per cento della società fondata mezzo secolo fa da Enrico Mattei oggi è ancora in mano al Ministero del Tesoro.

Ci siete? Questo POTREBBE bastare, ma io voglio darvi di più, perché ve lo meritate, perché dovete sapere in quanti stanno rischiando tutto per il tornaconto dei soliti noti

3) Con un passo indietro andiamo al giorno prima dello pseudo bando 29 Dicembre 2010 e un’inchiesta che coinvolge proprio il nostro Ministro dell’Ambiente (http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/stefania-prestigiacomo-inchiesta-sui-conflitti-dinteresse-del-ministro ) [anche se vi consiglio ATTENTAMENTE la lettura di tutto l’articolo, per quanto MI riguarda ho interesse solo in queste due parti]

Testualmente riporto:

Stefania Prestigiacomo, prima che essere politica, è innanzitutto imprenditrice italiana. E questo non è affatto secondario: sulla figura del Ministro, infatti, passano decine e decine di conflitti di interesse e ancora i Prestigiacomo hanno intrapreso strade preferenziali per giungere ad affari con grandi gruppi industriali, come Eni , Agip, Erg, Esso, Edison. E i guadagni sono arrivati innanzitutto dal petrolio.

4) Novamont ed Eni hanno stretto un accordo, a fine gennaio, per la creazione del nuovo Polo Verde a Porto Torres, proprio dove si è avuto il disastro ambientale del quale non ha parlato quasi nessuno. Il tutto prevede circa 1 miliardo di euro di investimenti iniziali: 400 milioni per le bonifiche industriali e il restante per l’inizio dei lavori. Non sconvolge che abbiano fretta vero? Il tutto deve essere iniziato ENTRO la FINE DI FEBBRAIO. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/porto-torres-inizia-a-ottobre-la-rivoluzione-verde-di-eni-e-novamont/3274739

Bene amici. Ora mi si dica che lo stop ad un solo prodotto, ripeto, LEGALE in tutto il mondo (nonostante la falsa informazione che viene spacciata dai media) è stato fatto per motivazioni ecologiste, ambientaliste e di protezione dell’ambiente.

Anzi, sono sicuramente stati eliminati per la protezione dell’ambiente, ma del Ministro dell’Ambiente, non dell’ambiente in cui viviamo.

Intanto i Ministeri continuano a tacere

Noi siamo in CIG, così come altre grandi aziende (http://www.sulatesta.it/stampa/rassegna-stampa/4327-cristian-pack-a-rischio-46-lavoratori.html ) e i commenti sono i più disparati (e disperati) anche su molte questioni collegate ai “bio”sacchetti: dal loro smaltimento lì dove non c’è raccolta differenziata, alla tassa da pagare per il CoNaI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Già, perché dovete sapere che i produttori devono versare un contributo (ma è una tassa, come il Canone Rai) sulle quantità prodotte di vari materiali (Legno, Alluminio, Carta, Plastica, Vetro). Per la plastica il contributo COREPLA è pari a 160€/ton, ovvero 0,16€/kg. (http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=105337 leggete i commenti)

Penso di avervi annoiato abbastanza, ma forse vi è anche più chiaro dove vogliono arrivare i potenti.

Stanno creando 700 posti di lavoro in Sardegna, ma a costo di 5000 in tutta Italia. Direi che le cose sono, come sempre, proporzionate..

venerdì 14 gennaio 2011

MI HANNO PUBBLICATA!!!

Venerdì 14 gennaio 2011 alle 20.01


La gioia di vedere che qualcuno ha preso a cuore la nostra situazione..

http://www.quotidianocasa.it/2011/01/14/shopper-plastica-ce-unaltra-verita/

Grazie anche a tutti voi...:)

E CE LO DICONO SOLO ORA??

Venerdì 14 gennaio 2011 alle ore 15.30

Salvatore Bianca, portavoce del Ministro all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, risponde alle domande di Eco dalle Città: “Per ora stiamo monitorando la situazione per capire se il mercato si assesterà da solo. Un’applicazione troppo rigida della norma danneggerebbe l’economia, e lo scopo del bando non è questo, ma dare un messaggio forte per l’ambiente: dobbiamo cambiare abitudini

Il Ministero dell’Ambiente assicura che sul bando dei sacchetti non farà nessuna marcia indietro: il divieto di distribuzione e commercializzazione è - e resterà - in vigore come annunciato dal comunicato stampa del 30 dicembre. Alle tante domande che affollano la rete da settimane prova a rispondere Salvatore Bianca, portavoce del Ministro Prestigiacomo.

Cominciamo dall’oggetto del bando: il comunicato stampa fa riferimento a “sacchetti da asporto merci, non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti”. Ma che cos’è proibito esattamente? Tutti i tipi di sacchetto?
Intanto precisiamo che il comunicato stampa aveva lo scopo di ribadire l’entrata in vigore del bando in data 1° gennaio 2011, non di completare quanto presente nella legge 296/06, voluta dal governo Prodi. In quella legge non si differenziava fra i diversi tipi di sacchetto, e questo può creare problemi. Il Ministero sta esaminando la questione, perché lo scopo principale del bando doveva essere quello di eliminare le buste di plastica monouso, per mettere un punto a questa moltiplicazione dell’usa e getta, mentre la norma è molto generica. Prendiamo il caso delle buste di plastica molto rigide, per esempio quelle che vengono date al cliente in alcuni negozi di abbigliamento: ecco, se una borsa è chiaramente resistente e riutilizzabile, non come un sacchetto da supermercato, non c’è motivo di impedirne la circolazione. Un’applicazione troppo rigida della norma rischia di creare danni all’economia e la polverizzazione di tutte quelle aziende che lavorano nel settore.

Dunque il Ministero intende emanare decreti attuativi per specificare meglio i limiti del bando?L’intenzione è quella di lasciar passare un po’ di tempo, ovviamente monitorando con attenzione quello che accade, per capire se e come il mercato riesce ad autoregolarsi, a riassestarsi senza crisi. Poi valuteremo se sarà il caso di intervenire, ma ricordo che per intervenire su una legge dello stato, com’è la 296/06 in cui si trova il provvedimento in questione non basta una circolare, ci vuole un’altra legge. Per ora è meglio vedere come si evolve la situazione: queste piccole grandi rivoluzioni vanno metabolizzate, ma mi sembra che i consumatori abbiano reagito bene, senza proteste.

I consumatori sì, ma infatti il problema più grosso è per i produttori…
Ripeto, il bando non ha intenti repressivi, ha lo scopo di indirizzare il mercato in funzione di un cambiamento di abitudini: tant’è che manca l’apparato sanzionatorio. Certo, la Guardia di Finanza potrebbe sequestrare le merci, ma non vogliamo certo questo. Nessuno vuole danneggiare i produttori, la situazione è e sarà sotto osservazione per trovare accordi ragionevoli che non danneggino le aziende. Se vedremo che le aziende potranno senza troppe difficoltà passare a produrre sacchetti utilizzando pellicole biodegradabili al posto della plastica, non sarà necessario pensare a sanzioni e nuove leggi.

Uno dei punti più critici del bando è proprio la definizione di biodegradabilità: se ci si attiene strettamente all’interpretazione della norma Uni EN 13432 molti additivi risultano fuori legge: non è un dettaglio per un produttore. Cosa intende il Ministero per biodegradabile?
Per le questioni tecniche e per questo tipo di problematiche, sicuramente importanti, il consiglio è di rivolgersi direttamente agli uffici tecnici del Ministero, che stanno lavorando su questi aspetti. Ribadisco ancora una volta che lo scopo del bando non è quello di punire nessuno, ma di dare un segnale forte a difesa dell’ambiente.

La Francia nel 2006 propose lo stesso provvedimento, ma la Commissione Europea lo ritenne una violazione della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Cosa c’è di diverso questa volta? Non potrebbe capitare la stessa cosa?
La Commissione Europea parla di salvaguardia dell’ambiente e induce a prendere iniziative in questa direzione, salvo poi condannare chi prova a farlo. Siamo ovviamente a conoscenza dell’episodio della Francia – che, ricordo, rinunciò ad emanare il decreto dopo il parere della CE, ma ritirare la legge fu una scelta, la Commissione non poteva impedirlo – ma abbiamo ritenuto giusto proseguire su questa strada. Siamo ovviamente disponibili a semplificare il provvedimento e a venire incontro ai produttori, ma un cambiamento dei costumi è necessario, non si torna indietro.

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Una contraddizione dopo l'altra...

Se volete condividere inserite il link
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104907
e scrivete che lo shopper non è ILLEGALE!