venerdì 16 aprile 2010

venerdì, 16 aprile 2010 alle 23:20

Il post sul tempo indeterminato ha aperto molti spunti, ma nessuno ha potuto cogliere il senso e allora ve lo dico io... perchè inizierò a latitare, almeno nelle ore pomeridiane.

Da lunedì avrò un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Perchè le manette o la finestra di una prigionia?
Perchè è così che mi sento...

Non prendetemi per pazza, o per ingrata o per una che sputa nel piatto dove ha mangiato, mangia e forse mangerà.

Non è il lavoro che mi incatena, ma il luogo.. questo paese che è come un buco nero che ingoia tutto ciò che è luminoso, tutto ciò che è felicità.

Questo posto mi opprime.

Molti di voi non mi conoscono da abbastanza tempo per sapere che cerco lavoro da 3 anni, che ho provato concorsi, ho fatto colloqui a Roma e Pescara, ho mandato migliaia di cv, ho chiesto di fare la barista, la telefonista.... ma niente.

In questi tre anni non sono stata a spasso, non mi sono grattata la pancia nell'attesa.
Ho aiutato mio padre, aggratis, nella speranza di riuscire a volare via di qui.

Ora il boss (ovvero mio padre) ha deciso per l'assunzione. L'avrebbe fatto anche prima, ma io mi sono sempre rifiutata perchè avere un contratto mi metteva l'ansia, mi metteva una palla al piede come per i carcerati.

E ora l'ansia si fa sentire...ora mi manca il respiro...ora quel contratto c'è...

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