Sabato 08 Gennaio 2011 alle 19.09
Quello che leggerete è qualcosa che i vostri gruppi Antiquesto, Proquestaltro,ControInformaCazzi e (Dis)informarePerStiMazzi, non scriveranno mai.
Perchè è da fighi infarcirsi la bocca con BIO-CAZZATE, con parole comesolidarietà, con il sostegno agli operai (ma solo se sono Fiat o metalmeccanici).
Lo Stato Italiano ha decretato la chiusura di circa 80 aziende e il licenziamento di circa 2000 persone (indotto escluso).
Vi starete chiedendo come mai non ne parli nessuno. In realtà ne hanno parlato per mesi, dando voce solo ad una delle campane ovvero quella ECO-BIO-AMBIENTALISTA.
I tg, i programmi, i giornali hanno tuonato per mesi "Finalmente stop allo shopper in plastica". Detto fatto, la Prestigiacomo ha puntato i suoi piedini dorati e in Consiglio dei Ministri ha detto "Nessuna ulteriore proroga".
Nel giro di 24h ha messo in crisi un intero settore per un capriccio pseudo-verde e ora vi spiego perchè.
Hanno bandito lo shopper in plastica affermando di doverlo sistituire con quelli in Mater-Bi (o farina di mais) oppure con le borse di tela, stoffa etc. senza considerare le altre possibilità, ovvero gli additivi utilizzati largamente per la produzione di altri contenitori plastici.
Il decreto di Pecoraro Scanio, incluso nella legge 296 del 2006, artt. 1129 e 1130 afferma:
“1129. Ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno alle filiere agroindustriali nel campo dei biomateriali, è avviato, a partire dall’anno 2007, un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l’asporto delle merci che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili.
1130. Il programma di cui al comma 1129, definito con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare e con il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, è finalizzato ad individuare le misure da introdurre progressivamente nell’ordinamento interno al fine di giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1 gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci che non rispondano entro tale data, ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario.”
La norma prendeva le mosse da una direttiva comunitaria la UNI EN 13432, una norma armonizzata, ossia che fornisce presunzione di conformità alla Direttiva Europea 2004/12/CE che modifica la direttiva 94/62/CE 94/62 EC, sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio.
Orbene, nei 2 articoli era espressamente scritto: l'avvio di un programma sperimentale volto alla progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l’asporto delle merci non biodegradabili, nonché il rinvio a due decreti ministeriali, mai pubblicati, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge (quindi, entro il 30 aprile 2007); questi avrebbero dovuto individuare misure “da introdurre progressivamente nell’ordinamento interno al fine di giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1 gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci”.
Nelle intenzioni del legislatore, lo slittamento di un anno (vista la proroga successiva che portava il termine al 1° gennaio 2011) avrebbe dovuto , quindi, consentire di adeguare le strutture produttive e distributive alla nuova disciplina considerata “la non semplice definizione sul piano operativo del programma” e per consentire, si legge nella relazione “un impatto morbido sul sistema produttivo e di distribuzione commerciale”.
TUTTO QUESTO NON C'E' MAI STATO! Nessuna transizione, nessuna sperimentazione, nessun finanziamento o "ecoincentivo alla conversione".
A 10 giorni dal divieto ASSOLUTO di "produzione, commercializzazione, utilizzo", nessuno sa dare informazioni ai produttori che, non solo saranno costretti a chiudere e dichiarare fallimento, perdendo tutto ciò per il quale hanno lavorato una vita, ma sono stati messi nell'impossibilità di smaltire le scorte di magazzino, possibilità che è stata data solo ai commercianti.
Pensate davvero di esservi liberati delle buste di plastica?
I-L-L-U-S-I!
- Inizierete ad acquistare (o lo fate già) i sacchi neri/colorati/profumati/cinesi per la spazzatura, ma quello è lo stesso materiale utilizzato per gli shopper.
- i sacchetti per la congelazione sono plastica, la stessa degli shopper.
- quei foglietti che utilizzano al banco gastronomia dopo aver affettato il prosciutto/salame/mortadella, sono della stessa plastica degli shopper. Ed anche la carta nella quale sono arrotolati ha la componete di plastica.
- le buste utilizzate per il sottovuoto o per riporre gli abiti negli armadi sono della stessa plastica degli shopper.
- Sono della stessa plastica degli shopper anche le bustine che contengono le mozzarelle, l’involucro che tiene insieme le bottiglie di acqua/coca cola/fanta/sprite/pepsi-cola/7up/oransoda/lemonsod- a/e tutto quello che vi viene in mente.
- sono di plastica gli involucri delle merendine, quelli della pasta, quelli delle buste da lettera con finestrella, quelli degli affettati già confezionati, dei saponi e dei detersivi in polvere. Sono di plastica anche quelle simpaticissime bolle che scoppiavamo da piccoli (e io anche da grande). Sono di plastica anche le bustine nelle quali si trovano i cellulari, i pc, i televisori, i telefoni, i fax. E’ plastica anche quella che utilizzate per rilegare i libri dei vostri figli o i vostri. Sono fogli di plastica anche quelli che vengono tanto sfruttati a Natale per confezionare i cesti e i vostri regali.
- Non esiste in circolazione il Mater-Bi. La Novamont (che detiene il brevetto) ha specificato che la produzione attuale, che costa 4 volte il polietilene, è sufficiente per 11 produttori in TUTTA EUROPA.
In Francia una legge simile è stata rigettata dall'Unione Europea perchè contraria al principio di libera circolazione delle merci.
Hanno provato, successivamente, ad imporre una tassa sugli shopper, rigettata dal Senato francese con queste motivazioni:
"Le motivazioni portate in Senato per respingere l’eco-tassa
Gli argomenti utilizzati in Senato per respingere questa imposta sono stati sostanzialmente tre.
1. L’occupazione. Secondo alcuni senatori è fondamentale difendere piccole e medie imprese specializzate nella produzione di sacchetti di plastica e i loro subappaltatori. Françoise Gerardi, Segretaria Generale di Elipso, il sindacato delle imprese di imballaggio plastico, ha ricordato che «le linee di produzione stanno scomparendo dalla Francia, uno dei pochi paesi ad avere un’industria nazionale del settore. Oggi viene tutto importato dall’Asia».
2. Evitare la politica del “bastone”. Senza tassa il numero di sacchetti di plastica è sceso di un decimo rispetto al 2002. Bisogna dunque avere fiducia nei supermercati, che hanno promesso di fare scomparire del tutto gli shoppers usa e getta entro la fine del 2011, secondo le dichiarazioni di Jérôme Bédier, Presidente della Fédération des entreprises du commerce et de la distribution (FCD).
3. La difesa delle piccole imprese. Una tassa non penalizza la grande distribuzione, che troverebbe comunque delle soluzioni alternative, ma i piccoli commercianti, il cui ruolo è molto prezioso per fare vivere i quartieri cittadini."
(Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104631)
In Italia invece si fa la solita legge all'italiana, senza pensare alle conseguenze e, cosa più importante, senza responsabili. Già, perchè da 9 giorni il Ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo economico adducono scuse di "non competenza in materia"...chi cazzo l'ha firmata la legge? IO?!?!?!
Inoltre nessuno ha parlato del fatto che Obama (green da sempre) ha stanziato 50 milioni di dollari per un progetto di produzione riciclata della plastica, ovvero, i sacchetti dovranno essere prodotti con almeno il 40% di plastica riciclata. E, sempre in America, in California precisamente, è stato bocciato il bando allo shopper di plastica per non gravare ulteriormente sulla già disastrosa situazione economica.
(Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104817)
Nessuno parla degli studi effettuati sulle borse belle colorate di tela che potete portare al mercato: Studi hanno dimostrato la loro tossicità, dovuta ai colori utilizzate per produrle. Già, perchè sapete da dove arriva l'80% di quelle borsine? CINA!
(Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104411)
Inoltre in italia solo il 30% della popolazione è coinvolta nella raccolta differenziata dell'umido organico, per il quale sono necessarie le buste in Mater-Bi, totalmente inutili nella raccolta di tutto il resto dei materiali.
E ora cosa farete? Vi schiererete a favore degli operai del settore? Farete girare la notizia oppure farete come tutti coloro che al riparo di una falsa bandiera eco-bio-ambientale, tacciono?
Vi riporto quanto ha scritto un produttore, ma non è l'unico, ve lo assicuro.
Ivan - 07.01.2011 17:01
Ringrazio anche io per i vostri continui aggiornamenti.
Purtroppo anche noi siamo nella stessa condizione della sig.ra Annalisa, la nostra azienda a conduzione familiare è ferma dal 21 dicembre per mancanza di ordinativi a causa dell'incertezza e delle notizie che corrono in rete e sui giornali.
Proprio oggi abbiamo avvisato i dipendenti che non riapriremo l'attività il giorno 10/01 come previsto, ma terremo ancora chiuso in attesa di notizie certe, e si prospetta per loro il licenziamento se a breve non riusciremo a ripartire.
Perchè oltre a non avere ordini e non sapere cosa fare, corriamo il rischio di produrre materiale che poi ci rimarrà in magazzino.
In questo momento, i biopolimeri sono praticamente impossibili da trovare, quel poco che c’era è stato acquisito dalle grandi aziende e noi piccoli siamo rimasti tagliati fuori. Potremmo produrre con Ecm, ma finche non è chiara la legge come facciamo ad esporci a questo rischio?
Noi come altre piccole aziende del nostro settore non abbiamo avuto la possibilità di convertire la produzione ai Biopolimeri in “così pochi giorni”, poiché i tempi ed i costi di adeguamento impianti sono esorbitanti.
Si parlava di scaglionamento a partire dalla grande distribuzione, e così avremmo avuto il tempo per organizzare anche le linee di produzione, dal momento che noi serviamo piccoli negozi ed esercizi commerciali, ma così è impossibile adeguarsi, fino al 10/01 buona parte delle aziende che costruiscono macchinari sono chiuse e quindi non abbiamo nemmeno potuto trovare soluzioni con fornitori e costruttori o accordi commerciali con chi fornisce le materie prime.
Capisco che il passaggio al biodegradabile è una rivoluzione, ma dopo tutto ci devono dare anche i tempi per poterlo fare, così stiamo seriamente rischiando di fallire e perdere tutto quello che abbiamo investito da una vita intera. A volte si leggono notizie molto più importanti che riguardano leggi e/o decreti per la nostra salute e/o cure che rimangono in stand-by per anni e qui invece si è fatto il conto alla rovescia di chi faceva scattare il decreto nel più breve tempo possibile.
In Europa studiano e propongono soluzioni con plastiche riciclate come di recente ha fatto anche la Svezia, in America aboliscono il bando ai sacchetti previsto per il 2012 e noi in Italia andiamo in contro tendenza anticipando tutto e mettendo in crisi un’intero settore.
Scusate lo sfogo e se mi sono dilungato, ma se anche voi avreste investito “tutto”, come ha fatto la mia famiglia, nella propria attività per poter sopravvivere e continuare, ed un bel giorno ti mettono alla gogna senza darti il tempo di riorganizzarti, capireste il nostro stato d’animo.
Se volete leggere da dove arriva lo sfogo del sig.Ivan, andate qui http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=104820
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