Domenica 09 gennaio 2011 alle 15.20
Il sacchetto della spesa è più green anche se viene prodotto partendo da plastiche provenienti da sfridi e rifiuti, opzione che si sta diffondendo in tutta Europa, Italia compresa.
Soluzione però non contemplata dalla norma che vuole mettere al bando gli shopper usa-e-getta non biodegradabili.
Il conto lo ha fatto IPPR - Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo: le catene della grande distribuzione che alle casse propongono come opzione verde sacchetti per la spesa in plastica riciclata sono ormai una trentina in tutta Europa.
Due in Svezia (Lindex e ICA), sette in Germania (Lidl, Saturn, Aldi, Kaufland, Norma, DM, C & A ), altrettante in Gran Bretagna (Avon, Marks and Spencer, Harrod's, Tesco, Asda, Morrison's, PC City), sei in Francia (Leclerc, Castorama, FNAC, Carrefour, Auchan, Sistem U ), una rispettivamente in Danimarca (Best Seller) e in Finlandia (Kesko).
Anche in Italia. Ma non mancano le grandi catene GDO presenti in Italia, nonostante la spada di Damocle della messa al bando di tutti i sacchetti non biodegradabili (quindi anche quelli riciclati) in arrivo con il nuovo anno.
Una scelta adottata nel nostro paese da Esselunga, Crai, Leroy Merlin, Brico Center, Sigma, In's, Lidl, Calzedonia, Librerie Giunti al Punto, Feltrinelli e Gabrielli. per citare i nomi più noti.
Shopper in plastica riciclata distribuiti in Finlandia da Kesko FoodGarantisce PSV.
La conta è stata fatta da IPPR in quanto l'Istituto garantisce dal 2004 con il marchio ecologico ",Plastica Seconda Vita" i contenuto di materiale riciclato di numerosi prodotti, compresi i sacchetti per la spesa, che per fregiarsi del "bollino verde" devono essere prodotti con almeno il 65% di plastiche rigenerate, anche se in alcuni casi questa percentuale raggiunge il 90%.
"Mentre il nostro Paese vorrebbe adottare soluzioni giuridicamente discutibili per mettere al bando tutti i sacchetti in plastica, consumatori e grandi marchi, in Italia e all'Estero, già si avvalgono ogni giorno di una soluzione realmente amica dell'ambiente: il sacco in plastica realizzato riciclando rifiuti in plastica, senza disagi per l'industria e per i consumatori", afferma non senza polemica l'Istituto.
Sull'impiego di shopper riciclati si era spesa nei mesi scorsi anche Unionplast - in rappresentanza dei produttori di sacchetti - che, pur ritenendo sostanzialmente inefficace il bando agli shopper contenuto nella Legge finanziaria del 2007 - che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2011 dopo una prima proroga varata nel dicembre 2009 -, aveva chiesto l'applicazione di norme incentivanti per gli shopper prodotti con plastica riciclata.
Arriva il bando? Il futuro del bando, nel frattempo, resta incerto.
E' atteso proprio in questi giorni il decreto "milleproroghe" che potrebbe contenere qualche indicazione sulle intenzioni del Governo. Dalle dichiarazioni fatte nelle scorse settimane dal Ministro dell'Ambiente, sarebbe da escludersi un ulteriore rinvio, mentre è più plausibile lo scaglionamento del divieto nel corso dell'anno per dar tempo ai negozianti di esaurire le scorte e ai produttori di sacchetti di riorganizzare le linee di estrusione, dando maggior spazio ai biopolimeri. Cosa per altro non così semplice da attuarsi, considerando che la produzione a livello mondiale di plastiche biodegradabili per film non sarebbe comunque sufficiente a coprire la sola domanda italiana di sacchetti.
www.plasticaverde.eu
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Ovviamente sapete INVECE cosa è accaduto davvero.
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